Convegno

Diritto alla salute tra uniformità e differenziazione. Modelli di organizzazione sanitaria a confronto

  • Matteo Bicocchi
  • 13 Gen 2017
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  • 29 novembre 2009
    9:30 - 17:00

organizzato dalla Fondazione Cesifin Alberto Predieri in collaborazione con la Fondazione La Toscana e il Mezzogiorno d’Italia e d’Europa

 

In vista del federalismo fiscale e comunque già a seguito della riforma del titolo V della Costituzione è assolutamente indispensabile una riflessione sui problemi legati alla organizzazione del servizio sanitario.

La Regione costituisce attualmente il riferimento istituzionale legittimato a legiferare nel dettaglio e a determinare l’organizzazione del proprio sistema sanitario, prevedendo le risorse necessarie ad assicurare agli amministrati il godimento del diritto alla salute. La competenza concorrente attribuisce d’altra parte allo Stato la potestà di fissare, con leggi cornice, i principi fondamentali della materia e, nell’esercizio del potere esclusivo ad esso ricorwsciuto, di determinare i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie da garantire sull’intero territorùr nazionale. Proprio la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni ha rappresentato, come noto, un terreno di “scontro” tra Stato e Regioni. L’esigenza di unità ed omogeneità nell’erogazione dei servizi conduce, infatti, a giustificare un’interpretazione estensiva del contenuto dei “livelli’È ma nello stesso tempo l’esigenza di non mortificare l’autonomia regionale porta a intenderli in senso minimale. Appare evidente come le diverse modalità con cui l’ordinamento italiano si è accostato alla tutela del “bene salute” siano altamente significative di quanto forte sia la tensione tra i due livelli di governo e assai complessa la distribuzione delle competenze assegnate. Specificamente sotto il profilo dell’organizzazione è da evidenziare che, aldilà della universalità del servizio introdotto con la legge 833 del 1978, si è assistito nel tempo ad una significativa differenziazione dei sistemi sanitari regionali che vedono affermarsi modelli organizzativi diversi. Dal modello che si fonda sulla netta distinzione tra soggetti controllori-regolatori e soggetti produttori accreditati, pubblici e privati, liberi di erogare le prestazioni ai cittadini in concorrenza tra loro (c.d. modello lombardo), a quello che si fonda invece su una organizzazione della produzione prevalentemente pubblica, fortemente gerarchizzata verso i vertici politici regionali con spazio ridotto per il mercato e per l’apporto dei privati, con l’eccezione del terzo settore (c.d. modello toscano).

Il Convegno, con la presenza di illustri esponenti del mondo accademico e di autorevoli operatori del settore, intende fare luce su tali problematiche, dedicando la prima sessione agli aspetti ordinamentali ed economici e la seconda sessione all’esame in concreto dei sistemi organizzativi consolidati o in via di consolidamento presenti nelle varie realtà regionali, le modalità di finanziamento e di gestione delle risorse, le tecniche di sussidiarietà orizzontale. Se infatti sempre più il livello di tutela della salute delle persone dipende dal modo in cui all’interno della Regione viene organizzato e finanziato il sistema sanitario e dalle cure mediche che le strutture offrono, vi è la necessità – proprio in vista del federalismo fiscale — di trovare soluzioni idonee che realizzino un bilanciamento ragionevole tra i vincoli delle risorse economiche disponibili e la qualità ed accessibilità del servizi erogabili agli utenti.

Luogo

Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze

Via Folco Portinari, 5

Firenze

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