Presentazione della ricerca

Fra Stato e Mercato



  • 9 maggio 2016
    17:00 - 19:00

Presentazione di due ricerche:

1. la teoria (Il sistema imperfetto. Difetti del Mercato, risposte dello Stato, a cura di Pierluigi Ciocca e Ignazio Musu)
2. un caso rilevante (Storia dell’Iri, Autori vari, 6 volumi)

Nel dibattito su questo tema di grande interesse e attualità, intervengono due opere di diverso approccio: Il Sistema Imperfetto. Difetti del mercato, risposte dello Stato (rispettivamente a cura di Pierluigi Ciocca e Ignazio Musu) Luiss University Press, 2016, che espone le più aggiornate riflessioni in materia della teoria economica, con tredici specifici saggi e introduzione di Pierluigi Ciocca; La Storia dell’IRI opera in sei volumi edita da Laterza, disponibile dal 2015 (a cura di Valerio Castronovo, Franco Amatori, Francesco Silva, Roberto Artoni, Franco Russolillo, Pierluigi Ciocca) che analizza per la prima volta in modo organico e documentato le vicende dell’IRI:  caso significativo, su questo tema, della storia economica italiana del Novecento.

 

Il sistema imperfetto

Difetti del Mercato, risposte dello Stato, a cura di Pierluigi Ciocca e Ignazio Musu

Negli ultimi anni molto si è dibattuto sulla “bontà” (o la totale inefficacia) dell’economia di mercato capitalistica. Ma se le inefficienze e i fallimenti di singoli mercati, settori e aspetti del sistema – e dello stesso Stato – sono evidenti, talvolta anche in modo drammatico, le carenze non si sono tradotte nelrifiuto del sistema da parte della società. Quali sono i principali difetti dell’economia di mercato e quali le risposte della politica economica? Quali difficoltà lo Stato democratico e i corpi intermedi incontrano nell’intervenire? Quali, infine, sono le ragioni della tenuta del capitalismo? I saggi contenuti nel presente volume mostrano come un ripensamento profondo sia necessario, non per rifiutare quanto prodotto da decenni di pensiero economico, ma perché, avendo piena contezza degli insuccessi, sia possibile superarli.

Con saggi di: Giuliano Amato, Magda Bianco, Pierluigi Ciocca, Giacomo Costa, Paolo Donzelli, Mauro Gallegati, Elena Granaglia, Pier Angelo Mori, Ignazio Musu, Ruggero Paladini, Salvatore Rebecchini, Giorgio Rodano e Valeria Termini

Storia dell’IRI

1. Dalle origini al dopoguerra, a cura di Valerio Castronovo

L’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) nasce nel 1933, per volere di Mussolini e su progetto di Alberto Beneduce, con l’intento di evitare il fallimento delle principali banche e imprese italiane e con esso il crollo dell’economia, già provata dalla crisi mondiale esplosa nel 1929. Dal dopoguerra l’Istituto è protagonista prima della ricostruzione e poi del miracolo economico. Dopo le difficoltà emerse negli anni ’70 e il programma di ristrutturazione e rilancio degli anni ’80, l’IRI conclude la sua attività nel 2002 dopo le operazioni di privatizzazione che contribuiscono in misura significativa al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e all’adesione italiana all’euro. In questo primo volume viene preso in esame il suo primo e complesso quindicennio, dal pieno della grande depressione ai drammatici frangenti fra la tragedia della guerra e l’ardua opera di ricostruzione post-bellica. L’interrogativo da cui muove la narrazione è «se, durante gli anni Trenta, il nostro sistema economico abbia conosciuto un effettivo mutamento di scenario e di prospettiva, oppure se già recasse ben stampato nella sua fisionomia il marchio di una crescente presenza dello Stato nei suoi gangli. A giudicare da quanto emerge da questa analisi, l’avvento dell’IRI nel 1933 ebbe una duplice valenza all’insegna tanto della continuità che della discontinuità. Da un lato, fu il risultato di una tendenza costante, ossia l’incidenza che avevano seguitato ad avere, sia pur con le debite varianti, dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Venti, determinati fattori di ordine politico sulla tipologia e le direttrici di marcia dell’economia italiana; dall’altro, si trattò, senza dubbio, di uno stacco, di una cesura, sul piano operativo rispetto ai tradizionali strumenti dell’intervento pubblico. In pratica, anche nel caso dell’IRI e dei suoi sviluppi, svolsero un ruolo fondamentale calcoli e obiettivi di politica interna ed estera; quel che invece ebbe a cambiare fu l’adozione, per suo tramite, di modalità e procedure assolutamente inedite nella realizzazione, sul versante economico, dei propositi concepiti e posti in essere a livello politico».

 

2. Il «miracolo» economico e il ruolo dell’IRI, a cura di Franco Amatori

In questo volume sono trattati gli anni 1950-1970, quelli del boom economico e delle maggiori trasformazioni della società italiana, con una crescita annua del reddito del 6% e l’eccezionale affermazione dell’industria, che diventa un fenomeno irreversibile. Di questa grande stagione l’IRI è protagonista. Soprattutto nel settore siderurgico, dove con il Piano Sinigaglia la produzione aumenta di tre volte, consentendo all’Italia di passare dal nono al sesto posto nel mondo. La presenza del Gruppo si estende a molti e significativi comparti produttivi: le infrastrutture di trasporto, le telecomunicazioni, la gestione di un mezzo nuovo come la televisione, la progettazione e la fabbricazione di prodotti di successo come la ‘Giulietta’. Innovazione e creatività che producono nella dirigenza dell’IRI aspettative positive per il futuro delle rispettive imprese, mentre un impegno straordinario viene dedicato ai programmi di industrializzazione del Mezzogiorno. «IRI una formula per il progresso», recita un fortunato slogan di quegli anni. La proprietà pubblica unita a un management competente e alla diffusa presenza di azionisti privati rappresenta la ‘virtuosa’ miscela di elementi socio-politici ed economici, così che l’Istituto viene ammirato e studiato in tutto il mondo. Ma il successo ha i suoi rischi. L’IRI è caricato di troppi compiti e inizia a essere messo in discussione il complesso equilibrio insito nel suo duplice ruolo di holding di imprese competitive e di strumento per la politica economica. Franco Amatori, ordinario di Storia Economia all’Università Bocconi e curatore del libro interviene su Rai-Edu Economia.

 

3. I difficili anni ’70 e i tentativi di rilancio negli anni ’80, a cura di Francesco Silva

Questo volume tratta il periodo dal 1973 al 1989. Dopo un ventennio di successi, arriva per l’IRI una fase di acute difficoltà: i mercati del lavoro sono turbolenti, quelli dei beni più competitivi, il prezzo dell’energia si impenna, mutano le tecnologie. Stragi e terrorismo connotano ampia parte del periodo: sono gli ‘anni di piombo’. All’elevata inflazione si unisce il rallentamento della crescita. L’IRI non è in grado di far fronte tempestivamente a questa nuova, difficile realtà. Essere ‘soggetto di politica economica’ induce a difendere e a salvare piuttosto che a riorganizzare. Lo Stato, che dell’IRI è azionista, costringe in molti casi a scelte che risultano altamente costose. Perdite e debiti si cumulano nella siderurgia, nell’industria dei cantieri navali, in quella dell’auto. In assenza di ricapitalizzazione, non è possibile un riordinamento radicale di produzioni e occupazione. Anche i risultati positivi delle altre attività non compensano gli squilibri finanziari generati da quelle in perdita e dagli oneri per il crescente indebitamento. I programmi per la riorganizzazione e il rilancio degli anni Ottanta conseguono risultati importanti ma non saranno sufficienti a superare i problemi ereditati e quelli emergenti degli anni successivi, visti anche i vincoli imposti dall’Unione Europea.

 

4. Crisi e privatizzazione, a cura di Roberto Artoni

In questo volume viene esaminato il periodo conclusivo della storia dell’IRI (1990-2002). Nel 1992 inizia il processo di privatizzazione dell’Istituto, gruppo di oltre 500 imprese e 400 mila addetti, che si concluderà con la sua liquidazione nel 2002. Il processo ha tratto origine dalle turbolenze dell’economia e del bilancio pubblico degli anni Novanta, dalle difficoltà finanziarie dell’Istituto e dai vincoli stringenti dell’Unione europea che, con l’assimilazione di ogni conferimento di capitale pubblico ad aiuto di Stato, aveva messo in crisi il modello delle partecipazioni statali. Si riteneva che la vendita sul mercato delle imprese pubbliche fosse uno strumento per potenziare i listini di borsa, superando la propensione del risparmiatore all’acquisto quasi esclusivo di titoli di Stato, e che l’impresa privata si sarebbe dimostrata più efficiente e innovativa delle aziende IRI.

A vent’anni dall’avvio del processo di liquidazione dell’IRI, il volume riconsidera i risultati raggiunti. In termini generali, il bilancio è perlomeno problematico. Accanto a risultati positivi, le privatizzazioni, effettuate in un quadro regolatorio inadeguato e in una fase in cui le grandi imprese private italiane hanno diminuito la spinta propulsiva dei decenni precedenti, hanno prodotto risultati inferiori alle attese.

 

5. Un Gruppo singolare. Settori, bilanci, presenza nell’economia italiana, a cura di Franco Russolillo

Questo volume prende in esame l’intero arco della vita dell’IRI, dalle vicende di alcuni suoi settori di attività ai risultati di bilancio, dalle pratiche di programmazione e controllo al suo impatto sull’economia e sullo sviluppo del paese.
L’IRI è stato il prodotto della sua storia, un Gruppo singolare: holding di imprese e strumento della politica economica, con un largo spettro di attività nell’industria e nei servizi. Nella prima parte di questo volume si considerano le vicende di alcuni fra i suoi principali settori: la siderurgia, dai grandi successi nei decenni della crescita alle crisi della seconda parte degli anni Settanta; le telecomunicazioni, dalla gestione di un monopolio tecnologico ai cambiamenti degli anni Ottanta e Novanta; i casi emblematici dell’Alfa Romeo, della navalmeccanica, della Finmare e dell’Alitalia. Nella seconda parte del volume si analizzano dati e risultati di bilancio dell’IRI e delle sue ‘finanziarie’. Si ricostruisce l’evoluzione delle pratiche di controllo e programmazione dell’Istituto in relazione ai mutamenti nella politica economica nazionale. Nella terza parte si analizza il ruolo del Gruppo nell’economia italiana, quale risulta dalla matrice delle interdipendenze settoriali e come agente di diffusione di ricerca, conoscenza e sviluppo tecnologico.
Chiude il volume un’ampia bibliografia sul Gruppo IRI.

 

6. L’IRI nella economia italiana, di Pierluigi Ciocca

Questo libro completa l’opera in sei volumi Storia dell’IRI.
Integra i volumi analitici che l’hanno preceduto con una trattazione incentrata sulle reciproche interazioni fra le vicende dell’Istituto e quelle attraversate dall’economia italiana: la crisi degli anni Trenta del Novecento, dalla quale l’IRI scaturì e al cui superamento, sotto la guida di Alberto Beneduce e di Donato Menichella, recò un apporto decisivo; la guerra e la ricostruzione postbellica; il ‘miracolo economico’, del quale l’IRI fu protagonista; la stagflation degli anni Settanta e le difficoltà degli anni Ottanta che, nonostante l’impegno profuso dall’IRI, sfociarono nella scelta politica della privatizzazione delle imprese pubbliche negli anni Novanta, sino alla liquidazione dell’Istituto.
Il ristagno dell’economia lungo il ventennio seguito al crollo della lira nell’estate del 1992 ha coinciso con lo smantellamento del gruppo pubblico ma ha altresì riproposto le carenze del capitale privato. I limiti delle poche grandi imprese industriali rimaste e della miriade di piccole aziende nell’esprimere produttività attraverso la ricerca, l’innovazione, il progresso tecnico suscitano un duplice quesito: se la rinuncia all’IRI è stata davvero inevitabile e saggia e se è ancora necessaria, seppure in forme diverse, la funzione di supplenza del capitale privato che l’IRI, con alterna fortuna, ha svolto.

Luogo

Palazzo Incontri

via dei Pucci 1

50122 Firenze

Programma

Documenti associati (1)

Design and Development by Open Lab