Convegno

I Musei. Discipline, gestioni e prospettive



  • 12 aprile 2009
    9:00 - 17:00

Il convegno intende fare il punto sulla disciplina e l’organizzazione dei musei in Italia tenendo conto peraltro delle profondissime diversità che vi sono tra museo e museo, onde studiare (e riflettere su) le varie tecniche di gestione anche e soprattutto alla ricerca del difficicile equilibrio tra tutela dei beni culturali, promozione culturale e ritorno in termini di redditività, il che e sempre più auspicabile, perlomeno da quando le opere d’arte non sono più solo proprieta di un’elite civile o religiosa che le custodiva, le conservava ed eventualmente le esibiva. Non si può infatti ignorare il profondo mutamento del ruolo del “museo” cui si e assistito negli ultimi anni: da entità destinata alla mera conservazione, il museo e divenuto sovente luogo di scambio culturale, di studio e di ricerca scientifica, di formazione, talvolta di offerta ricreativa e talvolta ancora di elaborazione artistica. A ciò si aggiungano l’accrescersi dell’attenzione verso i beni culturali, il continuo articolarsi delle reti di comunicazione ed il progressivo dwerenziarsi delle modalità di fruizione dei fondi museali. Tutti elementi che concorrono verso l’esigenza di individuare misure di rinnovamento delle forme giuridiche e gestionali, le quali consentano un’efficace governance dei nostri musei, tenendo conto a tal fine anche delle esperienze maturate in altri Paesi.

In questo contesto occorre poi interrogarsi sul significato stesso delle nozioni di “tutela” e “valorizzazione” dei beni culturali, oltre a quello di ‘fruizione” degli stessi. Proprio l’approfondimento del tema della fruizione dei beni museali conduce, altresi, ad una necessaria riflessione sulle modalità di gestione in concreto dell’entità museo: dalla ricerca di nuovi strumenti di collaborazione interistituzionale al ruolo svolto dalle Regioni e dai Comuni, dalla introduzione di forme innovative di gestione del “prodotto” culturale allo sviluppo di tecniche di sussidiarietà orizzontale e connesso ruolo dei privati, dal rapporto con le fondazioni bancarie a quello con eventi straordinari quali mostre o rassegne e altro ancora.

Si riapre nel contempo il dibattito sull’imprenditorialità degli enti museali che ha diviso studiosi ed operatori già dalla c. d. Legge Ronchey Negli ultimi anni, infatti, i musei (o meglio, quelli maggiormente attrattivi) tendono sempre di più a diventare anche (in parte) imprenditori, con tutto cio che ne segue o ne potrebbe seguire in termini di “promozione” dei beni culturali, di offerta di “servizi aggiuntivi”, di “esternalizzazione” delle attività, di esportazione transitoria di opere, se non di realizzazione di vere e proprie “filiali” all’estero, di ricerca di innovative forme giuridiche di gestione. Tutto però nel rispetto dell’art. 9 Cost. e cioe della tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione come valore assoluto e indeclinabile.

A tal fine, dopo una sessione dedicata alle coordinate ordinamentali, con relazioni scritte che faciliteranno lo svolgimento dei lavori, e prevista una sessione dedicata ad esaminare in concreto le situazioni e le problematiche che caratterizzano primari istituti museali da cui non potranno non emergere rilevanti indicazioni e riflessioni per iniziative istituzionali a tutti i vari livelli. È da ritenere, del resto, che le conclusioni del Ministro peri Beni e le Attività Culturali costituiranno un primo quanto signficativo momento del processo dialettico prefigurato.

Luogo

Palazzo Incontri

via dei Pucci 1

50122 Firenze

Pubblicazioni

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