Dibattito

Ratificare Lisbona?



  • 19 maggio 2008
    17:00

Il 13 dicembre 2007 è stato firmato dai rappresentanti dei 27 Paesi membri dell’Unione europea un nuovo Trattato destinato a prendere il posto dei testi comunitari vigenti. L’Italia, con altri 26 Paesi dell’Unione europea, è chiamata a ratificarlo. Non è una scelta di ordinaria amministrazione. E’ una decisione di grande rilevanza. L’Italia ha concorso a dar vita alle istituzioni comunitarie. Successivamente ha aderito ai Trattati che dovevano segnare nuove tappe del processo di unificazione europea. Lo ha fatto con entusiasmo. Forse con entusiasmo eccessivo se si considera che nei quindici anni dall’entrata in vigore del Trattato di Maastricht, che ha introdotto la moneta unica, lo sviluppo italiano ha rallentato, risultando la metà rispetto a quello del quindicennio anteriore, un quarto di quello del periodo tra il 1945 ed il 1980.

Nel 2004 è stato approvato un ambizioso progetto di nuovo Trattato, indicato come “Costituzione europea”, ma esso però è stato bocciato da Francia e Olanda. Il Trattato di Lisbona, oggi in discussione, ha abbandonato la denominazione, ma nella sostanza sembra che invece lo abbia riprodotto, spingendosi persino anche più avanti.

Bisogna dunque muoversi con prudenza e non fare passi avventati che contemplino l’assunzione di nuovi impegni per l’Italia a meno che non ne derivino benefici sicuri. Il dibattito intende fare chiarezza, senza conformismi, su questo quadro e, in particolare, se le istituzioni, quali regolate dal Trattato di Lisbona, soddisfano davvero le condizioni non eludibili imposte dalla nostra Costituzione per la limitazione della sovranità.

Luogo

Palazzo Incontri

via dei Pucci 1

50122 Firenze

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